Flessibilità metabolica e cibo spazzatura

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Sento spesso parlare in questi giorni di flessibilità metabolica (Metabolic Frexibility), ma siamo sicuri di aver ben compreso cosa sia?

Per molti la flessibilità metabolica è inserire uno o più pasti liberi (liberi dalla dieta che stanno seguendo, come se mangiare bene fosse una prigione…) senza controllare la qualità degli alimenti utilizzati, usando spesso alimenti ultra processati, addizionati a conservanti e additivi che già di per se creano, a vari livelli, dismetabolismi e disbiosi intestinali.

Un cambio radicale

In realtà quando parliamo di flessibilità metabolica parliamo di un cambio radicale, per alcune ore o per una giornata intera, dei macro che costituiscono il nostro monte calorico giornaliero (cambio del rapporto tra carboidrati, proteine e grassi rispetto a quello usato normalmente) e/o una variazione più o meno importante del monte calorico (non sempre questa è necessaria).

I risultati finali di questo tipo di manipolazione, che è ad esempio alla base della mia Dieta Fasica sviluppata ormai quasi 10 anni fa (io già strutturai l’alimentazione per la massa tenendo conto di questo fattore anche se ai tempi non se ne parlava ancora), sono diverse risposte ormonali legate alla secrezione di Insulina, Cortisolo, GH e Testosterone che se ben strutturate creano un perfetto ambiente anabolico controllato nel praticante (catabolico controllato se in presenza di dieta di dimagrimento).

C’è caloria e caloria

E’ importante capire però che una caloria non è sempre uguale in termini biochimici ad un’altra caloria, mangiare riso o patate in quantità per aumentare la quota calorica e dare uno shock metabolico se veniamo da un periodo Low Carb non è la stessa cosa che introdurre la medesima quantità di carboidrati attraverso l’uso di merendine, non solo perché le merendine contengono anche altri macro, ma soprattutto per il contenuto di tutta una serie di additivi che cambiano completamente la nostra risposta fisiologica affaticando l’attività epatica e danneggiando la nostra flora batterica intestinale.

Il risultato finale è che mangiare riso o patate come fonte di carbo nei giorni programmati può far bene agendo attraverso il miglioramento della nostra sensibilità insulinica, mentre mangiare Junk Food (cibo spazzatura) si converte sempre, nel lungo periodo, in un problema.

Un’altra cosa, quando mi scrivete avendo letto i miei libri e mi dite che in vacanza o quando si è in giro per lavoro è difficile stare attenti a ciò che mangiamo, io vi rispondo che anche io sono spesso in giro per lavoro e spesso mi trovo in Hotel, ma dal momento che voglio essere sempre ottimizzato fisicamente e mentalmente al 100% trovo sempre il modo di mangiare ciò che devo.

Questione di priorità

E’ molto semplice, è una questione di priorità e rispetto verso se stessi, non c’è nulla che non si possa fare se non lo vogliamo veramente.

Il mondo in effetti si divide tra coloro che vorrebbero fare ma c’è sempre un “MA” che non li fa iniziare o continuare e coloro che presa una decisione e supportati dai risultati la portano avanti fino alla fine in maniera costante e coerente.

A questo punto fatti una domanda e chiediti: “Io a che categoria appartengo”?

Nello scatto qui sotto una delle miei tante colazioni in Hotlel, preceduta da 1 ora di stretching e meditazione.

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