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Attività aerobiche e anaerobiche in relazione all’intensità di esercizio

I termini aerobico e anaerobico si riferiscono ai sistemi energetici coinvolti.

Generalmente, più alto è lo sforzo, e più l’attività che ne deriva attinge dal sistema anaerobico, dal momento che in queste condizioni lo sforzo può essere sostenuto solo per brevi periodi di tempo.

Questo non vuol dire che l’ossigeno non sia coinvolto nella produzione di energia durante le attività anaerobiche, ma semplicemente che la quantità prodotta di ossigeno è irrilevante per il conseguimento di una performance anaerobica massimale.

Al contrario, più bassa l’intensità è più alta sarà la produzione di energia attraverso i sistemi aerobici, ossia, in presenza di ossigeno questo avviene in conseguenza del fatto che il nostro organismo dovrà sostenere un’attività per un lungo periodo di tempo.

Tuttavia, la spiegazione che ho dato dei sistemi energetici è quella più tradizionale ed in qualche modo semplificativa, in cui aerobico = bassa intensità, mentre anaerobico = alta intensità.

C’è da dire, per chiarire meglio il concetto, che questi sistemi non risultano essere completamente distinti tra loro, sarebbe per esempio scorretto affermare che un alto livello di intensità non possa essere sperimentato in un ambiente aerobico, o che l’alta intensità possa essere espressa solo in ambiente anaerobico.

È possibile allenarsi al momentaneo cedimento muscolare (esprimendo un alto livello di intensità durante l’ultima ripetizione o il secondo finale di una serie) alla fine di 3 min di attività di tipo aerobico. Il problema in questo caso non è il non aver raggiunto il momentaneo cedimento muscolare, ma dopo quanto è stato raggiunto.

Per esempio, se il nostro obiettivo è massimizzare i guadagni in forza e massa muscolare, utilizzare durante il nostro allenamento una serie di 3 min comporterebbe l’utilizzo di un carico di lavoro non sufficiente a far insorgere un’adeguata richiesta organico/adattativa.

Possiamo così affermare che per raggiungere i risultati di massimo sviluppo di forza e massa muscolare sia necessario lavorare con la massima intensità, e quindi, in un ambiente anaerobico.

In questo modo possiamo affermare, che l’esercizio debba essere limitato in relazione alla capacità individuale di tollerabilità dello stesso, questo si rende necessario per evitare uno stimolo eccessivo.

Evidentemente, attività di tipo anaerobico e attività di tipo aerobico risultano essere diametralmente opposte (non consideriamo in questo caso l’intensità d’uno sforzo, la cui importanza è determinata da altri fattori come ad esempio il tempo di durata della serie, dal carico utilizzato, eccetera… come già chiarito precedentemente ).

Quindi, se il nostro obiettivo è massimizzare la crescita muscolare, quanto segue può essere presunto con assoluta certezza in base alle prove empiriche accumulate nei miei tanti anni di allenamento personale e di migliaia di clienti:

· Se un intensità che andasse da bassa a moderata durante un esercizio fosse sufficiente a sviluppare incredibili livelli di forza e massa muscolare, i corridori di lunghe distanze, gli istruttori di aerobica e i muratori, sarebbero tutti estremamente forti e con grandi masse muscolari. Questo naturalmente non riflette la realtà.

· se le attività di tipo aerobico sviluppassero incredibili livelli di forza e massa muscolare, gli individui di cui sopra sarebbero in assoluto i più forti e i più sviluppati. Questo non è certamente il caso.

Di conseguenza, e al contrario, uno sforzo ad alta intensità in un ambiente anaerobico deve per forza di cose essere il fattore chiave nella stimolazione della massima risposta organica relativa agli aumenti di forza e massa muscolare.

Ne segue logicamente che il tempo di esposizione ad un tale fattore stressorio debba essere breve, in modo da ridurre al minimo le richieste sistemiche imposte alle nostre capacità di adattamento, che come ben sappiamo risultano essere limitate, e nello stesso tempo atto ad ottimizzare le risorse organiche destinate alla super compensazione, cioè, alla magnificazione dei sistemi di adattamento organico.

Ogni lavoro superiore o inferiore alla quantità idealmente necessaria a produrre una risposta ottimale in termini adattativi equivale ad essere una super stimolazione, che può quindi aumentare il rischio di sovrallenamento o produrre risultati sub-ottimali.

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